GLI IMPEGNI ASSUNTI

Creare una comunità più coesa, incentivando la
partecipazione dei cittadini, garantendo servizi
educativi di qualità, includendo le persone fragili
attraverso un nuovo welfare, soprattutto offrendo più
opportunità a tutti attraverso la cultura, lo sport e
l’associazionismo. In sostanza, crescere insieme per
vivere meglio, nonostante la scarsità di risorse
e i pesanti tagli del governo.

Condividere l’impegnoverso le persone deboli

L’Amministrazione comunale, a fronte di un disagio sempre più
diffuso e della crescente domanda di servizi, risorse e interventi,
ha assegnato la priorità ai servizi alla persona, aprendo con
determinazione una nuova stagione di welfare. Un welfare
costruito “con e per la città”, partendo dall’assunto che le
criticità sociali non sono demandabili ai servizi comunali,
ma sono un problema di tutta la comunità. Ed è la comunità il
luogo in cui devono essere affrontate e per quanto possibile
risolte, facendo leva sulle energie e sull’impegno
di tutti, non solo su quello delle istituzioni. Non più un “welfare
assistenziale”, ma un “welfare di comunità”. Con questo
approccio, l’Amministrazione comunale ha riorganizzato i servizi
per renderli più adeguati ad affrontare le nuove sfide e per
incentrarli sulle funzioni di accoglienza del disagio, sostegno
alle fragilità genitoriali e degli adulti, tutela delle persone
non autosufficienti. Molto lavoro, poche risorse e grande
determinazione per agire non solo sulle emergenze ma anche
sulla prevenzione, stimolando gli attori della comunità a lavorare
fianco a fianco sul territorio.

Dal 2012 al 2016 la spesa
complessiva è stata costante;
la variazione (-1,6 per cento) è
da ascrivere principalmente a
quote del Fondo regionale non
autosufficienza (Frna) incassate
direttamente dai gestori dei
servizi, quindi non transitate
dalle casse comunali.

Mi impegno a Parma

PRENDERSI CURA DEGLI ANZIANI

I servizi legati all’invecchiamento della popolazione assorbono
la fetta più consistente delle risorse destinate al welfare (63
per cento). A Parma gli over 65 rappresentano già il 23 per
cento dei residenti, con un trend in costante crescita. Al di là
dei numeri, sostenere gli anziani non più autosufficienti o in
condizioni di fragilità è una responsabilità che la comunità deve
affrontare, ricorrendo a tutte le forme utili a dare una risposta a
un bisogno che riguarda tutte le famiglie.

INCLUDERE, A PRESCINDERE DALLE ABILITÀ

Le politiche per le persone con disabilità puntano a favorire
l’inclusione in tutte le fasi della vita, dalla scuola al lavoro.
L’Amministrazione comunale ha operato per garantire le
prestazioni educativo-assistenziali agli studenti iscritti nelle
scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado, ma anche per
valorizzare le attività di orientamento nel delicato passaggio
alla vita adulta e al lavoro nei centri socio-occupazionali.
Sul fronte dell’assistenza, le azioni si sono concentrate sul
sostegno alla domiciliarità – con particolare attenzione alle
disabilità gravi – sia mediante interventi in ambito domestico,
sia con contributi economici (assegni di cura, di sostegno e per
gravissime disabilità acquisite).
È stata inoltre riorganizzata la rete dei centri accreditati di
assistenza residenziale e semiresidenziale, collegata all’attività
di sostegno al percorso di domiciliarità comunitaria.

Disabilità a scuola

SUPPORTARE I GENITORI FRAGILI
E TUTELARE I MINORI

Un ambito emergente tra i più delicati è quello della tutela dei
minori, che richiede interventi di grande specializzazione e
integrazione sanitaria: dalla valutazione alla segnalazione
alle autorità giudiziarie, alla progettazione delle azioni a
supporto della famiglia. A questo scopo è in via di costituzione
una equipe integrata di secondo livello ed è stata formalizzata
l’adesione al programma ministeriale Pippi. L’obiettivo è quello
di contenere gli allontanamenti ai soli ambiti della tutela,
concentrando il lavoro sulle difficoltà genitoriali, utilizzando
anche strumenti innovativi come il sostegno tra famiglie, gli
interventi di gruppo per i genitori e il progetto “Come out”
di prevenzione degli adolescenti a rischio. È attivo un Centro
per le famiglie, che ha la missione di informare sui servizi e
sulle risorse del territorio, sostenere le competenze genitoriali
e costruire reti di connessione tra le persone, operando
in un’ottica di prevenzione e di promozione della cultura
dell’accoglienza e della solidarietà.

Una famiglia per una famiglia

RIEMERGERE DALLA POVERTÀ

La crisi economica e occupazionale, oltre ad aver impoverito
ulteriormente le famiglie che già si trovavano in difficoltà,
ha travolto improvvisamente tantissimi altri nuclei, facendoli
precipitare in condizioni di vera e propria necessità. Per far
fronte a questo fenomeno, dove vecchie e nuove povertà si
fondono mettendo a dura prova la tenuta dei servizi sociali,
l’Amministrazione comunale ha messo in campo interventi e
progettualità per far riemergere queste famiglie e creare una
possibilità di ritorno alla normalità.

Sostegno economico
I contributi economici risultano essere lo strumento più
concreto e immediato per supportare persone e famiglie in
situazioni di povertà estrema. L’Amministrazione comunale
negli ultimi due anni ha sperimentato forme di reddito di
solidarietà, attraverso contributi integrativi sui redditi minimi e
sconti sui consumi preventivi a sportello. Inoltre, ha avviato il
Sostegno all’inclusione attiva (Sia), misura istituita dal Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali, che prevede un sussidio
alle famiglie economicamente svantaggiate nelle quali siano
presenti minorenni, figli disabili o donne in stato di gravidanza
accertata.

Sostegno abitativo
Il secondo versante dell’attività di supporto alle situazioni
estreme è quello abitativo. Le collocazioni in emergenza
a seguito di sfratti sono cresciute esponenzialmente negli
ultimi 5 anni: un fenomeno a cui l’Amministrazione ha risposto
con strumenti quali l’assegnazione in deroga Erp (Edilizia
residenziale pubblica), l’iniziativa “Una casa per ricominciare” e
i contributi per residence/ostelli o per il pagamento del canone
di affitto.

Sostegno lavorativo
L’accompagnamento al reinserimento lavorativo è l’altra misura
fondamentale per supportare i nuclei familiari in povertà.
Dal 2014, anche per effetto di modifiche normative, i servizi
in questo ambito sono stati innovati: si va dall’attivazione di
percorsi di inserimento socio-terapeutico, ai tirocini formativi o
lavorativi, al ricollocamento vero e proprio.

SOCCORRERE CHI NON HA PIÙ NULLA

Servizi di bassa soglia
Rientrano in tali servizi gli interventi indirizzati alle persone
in situazione di gravissima difficoltà (senza tetto, indigenti,
ecc.), con l’obiettivo prioritario della riduzione del danno
individuale e sociale. Per gestire le collocazioni in emergenza,
l’Amministrazione comunale ha avviato un sistema di reperibilità
sociale durante la chiusura degli uffici, in collegamento con altri
enti: Caritas, Centro pronta accoglienza, Centro antiviolenza,
forze dell’ordine e servizi sanitari.

Migranti
Per la gestione di progetti di accoglienza dei migranti forzati, il
Sistema governativo di protezione dei rifugiati (Sprar) mette a
disposizione degli enti locali un fondo nazionale per le politiche
e i servizi dell’asilo, gestito dal Ministero dell’Interno e previsto
nella legge finanziaria dello Stato. Il Comune di Parma, in
coprogettazione con Ciac, gestisce il progetto Sprar “Una città
per l’asilo”, che garantisce per un anno interventi di accoglienza
in appartamenti, vitto, mediazione linguistico-culturale,
accompagnamento legale e sociale, fino alla costruzione di
percorsi di inclusione. Contestualmente, il Comune collabora
con la Prefettura per il Sistema di accoglienza dei profughi
gestito direttamente dal Ministero degli Interni, nell’ambito del
quale ha assistito 760 persone. I servizi specialistici per stranieri
sono sotto pressione ovunque e Parma non fa eccezione.

Storie di ordinaria accoglienza

AIUTARE CHI NON POTREBBE PERMETTERSI
UNA CASA

Altra leva importante di contenimento degli effetti della crisi
economica e del disagio è quella delle politiche abitative. Nel
corso del mandato, si è registrata una progressiva crescita
di cittadini non più in grado di pagare un canone d’affitto
a prezzo di mercato, cosa che ha determinato un aumento
esponenziale del numero degli sfratti e conseguentemente un
incremento della domanda di alloggi a condizioni agevolate.
L’Amministrazione comunale ha operato su due fronti: creare le
condizioni per una maggiore disponibilità di soluzioni abitative
e sostenere le famiglie nel pagamento dei canoni di locazione ai
proprietari.